CRITICA

 

daSantuario della Madonna di Tirano” mensile - novembre1983

 

ANNIVERSARI GLORIOSI

di Don Eugenio Venco*

 

IL PANNELLO DELL'APPARIZIONE

Il 29 settembre u. s., mentre sua Ecc. Teresio Ferraroni, Vescovo di Como, con una ventina di sacerdoti diocesani, si preparava alla solenne concelebrazione in onore della Madonna di Tirano, Patrona della Valtellina, i muratori davano gli ultimi ritocchi per fissare, sulla parete dell'ingresso principale nel Palazzo S. Michele, il bassorilievo, raffigurante l'apparizione della Vergine al Beato Mario Omodei.

Il pannello, che misura 2 metri di altezza per l,50 di larghezza, è stato realizzato dal noto scultore tiranese Renzo Antamati, con un'unica lastra di rame dello spessore di un millimetro. Frutto di una promessa fatta alla Madonna e ideato per l'abitazione dei Pa­dri, custodi del Santuario, è costato tre mesi di minuzioso e paziente lavoro. Un registro infatti, gelosamente custodito, ne annota ancora l'inizio e la fine: 3 giugno - 8 settembre 1959; e anche le ore: Renzo Antamati ere 199, i garzoni Aldo Pruneri e Tarcisio Ta­rabini di Grosio ore 200.

La Basilica di Madonna di Tirano

Inaugurato il 29 settembre 1959, dopo aver colato sul retro un rinforzo in cemento armato (rete metallica e malta), perchè le figure non possano essere rovinate, fu posto sulla facciata del vecchio Convento, dove rimase per 24 anni. Per questa ultima operazione ricevette L. 50.000 con le quali pagò il lavoro dei muratori.

L'Eco delle Valli in quell'anno lo descriveva così: «La caratteristica principale dell'opera è senza dubbio la ricerca della semplicità e dell'essenziale, l'intento di non ricalcare la tradizione iconografica, ma senza togliere alla «Apparizione» il fascino e il significato religioso e popolaresco. Nello sbalzo in rame campeggiano le due figure; la spiritualità della Vergine appare senza eccessiva idealizzazione, di fronte a una voluta durezza di lineamenti dell'uomo, su cui sembra di leggere lo sforzo di comprendere. Gli elementi di paesaggio, in particolare la chiesetta di S. Perpetua sul poggio, creano forse una prospettiva un po' confusa, ma sono evidentemente necessari per localizzare l'Apparizione e darle un senso di immediatezza terrena».Il titolo «Bene?.. Bene avrai" diventa oggi per i Padri guanelliani, che nel Palazzo S. Michele hanno scelto la loro abitazione, e per i «buoni figli», gli handicappati del Centro Socio-Educativo, un bel saluto e un buon augurio. Non si poteva trovare, dopo il gran­dioso restauro del S. Michele, un abbellimento migliore, e per la scultura suddetta, che ha l'identificazione di un affresco, una collocazione più idonea e felice.

 

LA PORTA DEL CAMPANILE

Il 6 gennaio 1983 il Papa Giovanni Paolo II inviava al mondo la Bolla «Aprite le porte al Redentore». A questo appello il nostro concittadino Renzo Antamati ha risposto con una intuizione degna di un artista geniale e fecondo: il restauro della porta di ingresso al Campanile. La scelta non poteva essere più indicativa e illuminante. Il restauro, a distanza di cinquant'anni, ricorda e lega fra loro l'Anno Santo della Redenzione indetto dal Papa Pio XI nel 1933 e quello straordinario che stiamo vivendo in questo 1983. Raramente un artista riesce a riprendere, in mano una sua opera.

Renzo Antamati invece, alla bella età di 83 anni, è riuscito a offrire ancora una volta una bella prova del suo genio artistico, ridando alla porta. del Campanile la vivacità e lo splendore, del primo giorno.  

Si tratta di un lavoro in ferro che misura cm. 167 per 76,50 con due scene di cm. 40 per 40, magnificamente ideate e finemente eseguite, incise a bulino. In alto, sul primo specchio, campeggia l'Apparizione della Madonna al Beato Mario Omodei, sormontata da una fascia, su cui sono incise le parole "Servire Mariae regnare est». Al di sotto, sul secondo specchio, è realizzata invece la scena del Beato Mario che manifesta al popolo di Tirano la volontà di Maria: l'erezione di una chiesa in suo onore. Più in basso, per ricordare che il Santuario è di proprietà del Comune, ecco il suo stemma, su cui sono incise le parole «Fortitudo - Altitudo .­Beatitudo». Questi ricordi di fede e di storia, così cari al nostro artista e rivelatrici della sua indole, sono un invito, rivolto agli ammiratori e ai pellegrini, di confrontare in Santuario le stesse scene che il pennello del Romegialli ha immortalato sulla Cantoria, in stile veneziano, nel 1771.

Piace ricordare che l'inizio del restauro è avvenuto il 24 ottobre u.s. in omaggio ai Padri Guanelliani, custodi del Santuario, che in quel giorno celebrano la festa liturgica del Beato Luigi Guanella, mentre Renzo e Giuseppina Antamati ricordavano l'anniversario del loro matrimonio, celebrato nella Chiesa di S. Martino, in Tirano, nel 1929.

Ecco perchè desidero esprimere il mio sincero compiacimento per questo gesto di squisito amore verso il Santuario e di filiale devozione alla Vergine Ss.

 

LE DUE BELLE CORONE

Senza dubbio Renzo Antamati è un uomo generoso e pio, un fedele devoto della Madonna di Tirano. Infatti nel 1965 si è imposto all'attenzione e alla ammirazione dei tiranesi con un magnifico dono fatto al Santuario: le due belle corone dorate, che ornano ancora oggi il capo della Vergine e del Bambino. Sono una copia fedele e perfetta di quelle originali, d’oro massiccio, donate dal Conte Alessandro Sforza da Piacenza per la solenne incoronazione avvenuta il 29 settembre 1690, onore altissimo concesso dal Capitolo della Basilica Vaticana.

A questo punto può essere interessante sapere che le conchiglie di rame dorate che adornano le balaustre dell' Altare Maggiore come anche l'inferriata interna dello scurolo, con le numerose lanzette in ferro (nodi), sagomate con tanta pazienza e precisione una per una, sono opera sua.

Il Presidente della Repubblica, sua Ecc. Giovanni Gronchi, il 2 giugno 1956 volle dimostrargli la sua personale ammirazione e quella della Nazione, conferendogli il titolo onorifico di Cavaliere del Lavoro.

L’Opera Don Guanella, desidera attribuirgli un pubblico riconoscimento per il contributo che in tanti anni di operosità ha dato all’arte nel Santuario di Tirano.

 

Non fu certamente il desiderio del guadagno che lo spinse ad arricchire la Basilica delle sue opere. Infatti tutto quello che abbiamo qui descritto è stato offerto gratuitamente, convinto che la vera ricompensa gli sarà data dalla memoria e dalla perenne stima dei suoi concittadini.

 

L'OPERA INCOMPIUTA

 

Progetto per il portale principale della Basilica

A questo artista conosciuto e apprezzato, a questo scultore estroso e originale, dai gusti semplici, genuini, vari, ma nello stesso tempo di raffinata cultura, a questo personaggio che dovrà essere studiato sempre di più, è rimasta una grande nostalgia: quella di un' opera incompiuta. Egli conserva nel suo diario, e lo mostra con orgoglio, il meraviglioso progetto del 10 agosto 1950, riguardante la realizzazione di un nuovo portale maggiore per il Santuario di Madonna di Tirano.

I dieci pannelli, di cui è composto, avrebbero dovuto ricordare a tutti la storia religiosa e civile di Tirano, quella storia gloriosa che deve animare i giovani a creare, con coraggio e intelligenza, un futuro di fede, di amore e di pace.

Sullo stile di Renzo Antamati, noto in Patria e all'Estero, ci sarebbe molto da dire, da analizzare, da studiare, da ammirare. Gli interessi più disparati che sempre lo hanno attratto, sostenuti però da una severa preparazione, le numerose opere, gli incontri con ar­tisti di fama mondiale, le amicizie che più influirono sulla sua vita, la medaglia d'oro, assegnata dalla Camera di Commercio - Industria e Agricoltura della Provincia di Sondrio il 2 giugno 1954, e altri riconoscimenti rendono più difficile il compito di esprimere un giudizio. Per questo diciamo: «Ai posteri l'ardua sentenza».

 *Rettore dei Padri Guanelliani